Città di Fermo

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Sala del Mappamondo

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La sala più antica e famosa della Pinacoteca Civica di Fermo, collocata all’interno del Palazzo dei Priori, è sicuramente la Sala del Mappamondo.

La Sala, un tempo nota con il nome di Sala delle Commedie, è stata realizzata per volere del cardinale fermano Decio Azzolini per sistemare i libri della sua biblioteca e quelli del patrizio Paolo Ruffo. La sua struttura è interamente rivestita in legno, con scaffalatura in noce, il soffitto in abete, con le lettere romane a identificare i vari scaffali e le antichissime poltrone che rendono la sala davvero affascinante. La collezione comprende circa 3000 manoscritti, 127 codici, 300.000 volumi tra i quali 681 incunaboli, oltre 15.000 edizioni del Cinquecento, 23.000 edizioni in raccolte, numerosissimi esemplari di Sei e Settecento e stampati musicali. Sono inoltre disponibili più di 800 testate di riviste storiche, 5.000 disegni e 6.500 incisioni, monete, sigilli e cimeli di varia natura.

Oltre al grande numero di volumi, all’interno della Sala del Mappamondo è esposto il Globo disegnato dall’abate Amanzio Moroncelli nel 1713, quando questi era il cosmografo della Serenissima. La struttura lignea del mappamondo è stata realizzata da Filippantonio Morrone, con il rivestimento esterno in carta reale di Fabriano.

La porta di ingresso della sala del mappamondo contiene una dedica: “Cristina”, è l’unico riferimento diretto alla singolare figura della regina (senza trono) Cristina di Svezia che pare fosse diventata particolarmente amica del Cardinale fermano Decio Azzolini.