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La Chiesa di San Filippo Neri riapre a Fermo come spazio espositivo

Inaugurazione sabato 29 luglio 2017 con la mostra  "Rubens e altri capolavori nella chiesa di San Filippo a Fermo"

La Chiesa di San Filippo Neri a Fermo torna al suo antico splendore. Dopo 30 anni verrà restituita alla città, al termine di lavori di recupero e ristrutturazione. In particolare, a seguito degli interventi effettuati, la navata centrale, dotata di arredi, potrà essere utilizzata per convegni, conferenze e eventi espositivi.

 

Un risultato ascrivibile ad una sinergia di azioni e contributi propri impegnati negli ultimi dieci anni da parte di soggetti pubblici e privati, come la Soprintendenza, la Regione Marche, il Comune di Fermo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo. E ancora: il FAI (che ha contribuito al restauro del portale esterno in pietra d’Istria), il Rotary (che ha finanziato il restauro della tempera grassa alla destra dell’altare, il “Battesimo di Cristo” di Cesare Biscia) ed il Lions Club, grazie al quale è stato possibile restaurare il portone in legno di noce della chiesa (realizzato dall’ebanista fermano Giovanni Mestichelli alla fine del ‘600), restauro che in un mese è stato eseguito da Pierluigi Nardinocchi.

 

“Questa riapertura è per noi motivo di orgoglio - ha dichiarato il Sindaco Paolo Calcinaro – un evento per la città che si arricchisce di un nuovo spazio espositivo che torna nella disponibilità della collettività. Una chiesa storica di Fermo che riapre i battenti per diventare un luogo polifunzionale sia per mostre che per convegni, un luogo per fare cultura, rispondendo così alla naturale vocazione della città. Siamo particolarmente lieti che a tenere a battesimo questo ritorno alla luce di San Filippo siano quelle opere che si trovavano in questo luogo in origine e che qui sono state scoperte poco meno di un secolo fa. La possibilità di visitare musei e mostre, dunque, si amplia creando una vera e propria passeggiata culturale nel cuore della città. Alla progettualità di San Filippo, inoltre, come noto, si sommerà quella con cui portare a Palazzo Paccarone i musei scientifici creando così un Polo museale unico nel centro cittadino”.

 

“Dopo tanta attesa la riapertura di San Filippo rappresenta per Fermo ed il territorio un fatto memorabile - ha affermato il vice Sindaco e Assessore alla cultura ed al turismo Francesco Trasatti – Fermo non poteva prescindere da uno spazio che ha lasciato il segno nella storia culturale e religiosa della città e per celebrarlo non potevamo non farlo con le sue opere: dopo il suo peregrinare di successo fra Milano e Roma, infatti, Rubens torna nella “sua casa”, al centro di una mostra che lo celebra insieme ad altre opere di prestigio. In questo momento in cui le nostre principali strutture museali sono interdette perché inagibili, San Filippo costituirà un polo museale di rilievo che provvisoriamente supplirà a quelli non visitabili per poi aggiungersi ad essi, arricchendo l’offerta museale e convegnistica cittadina. Il senso di civiltà di una comunità e di una città si misura anche quando ha cura dei suoi spazi culturali e noi abbiamo cercato di perseguire convintamente questo obiettivo”. 

 

“Un intervento sudato, importante che, seppur con un’apertura parziale dell’intero spazio, è comunque motivo di soddisfazione – ha aggiunto l’Assessore ai lavori pubblici Ingrid Luciani. Uno spazio per convegni e mostre che nel momento in cui sarà completato con la ristrutturazione anche delle cappelle laterali potrà dotarsi anche di quel blocco di servizi necessari per una struttura come questa. Un lavoro che ha visto un impegno corale di tante persone e che ringrazio proprio perché hanno avuto come fine ultimo la restituzione doverosa di san Filippo all’intera cittadinanza ed al territorio”.

 

Consacrata nel 1607 (i lavori iniziarono nel 1594) la Chiesa di San Filippo, conserva al suo interno preziosi decori ed altari di notevole interesse. Da qui proviene l’Adorazione dei Pastori del Rubens, che è stata ospitata dalla Pinacoteca Civica di Fermo (attualmente inagibile) e che in questi due anni è stata al centro di mostre di successo, rispettivamente a Milano, in due esposizioni dedicate all’autore grazie all’interessamento del Comune lombardo, e a Roma nella mostra voluta e organizzata dal Pio Sodalizio dei Piceni, insieme ad altre opere provenienti dal territorio del Fermano.

 

E sarà proprio l’ “Adorazione dei Pastori”, insieme ad altri dipinti come la Pentecoste di Lanfranco, l’Assunzione della Vergine di Pittore marchigiano del XVII secolo, la Natività di Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio, proveniente da un’altra chiesa fermana, Santa Maria del Carmine, direttamente influenzata dal dipinto di Rubens e l’Adorazione dei pastori di Pietro da Cortona, proveniente dalla Chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma, a costituire il fulcro della mostra dal titolo “Rubens e altri capolavori nella chiesa di San Filippo a Fermo”, realizzata con il sostegno di Mibact – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Regione Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Pio Sodalizio dei Piceni, Camera di Commercio di Fermo, la collaborazione dell’’Arcidiocesi di Fermo e l’organizzazione di Civita Mostre, che verrà inaugurata sabato 29 luglio, in occasione della riapertura della Chiesa di San Filippo, e che rimarrà aperta fino al 5 novembre, tornando così dopo quasi un secolo nella sua sede naturale, dove fu scoperta.

 

Il programma prevede: alle ore 18.00 i saluti istituzionali nella Sala Conferenze della Camera di Commercio di Fermo (in Corso Cefalonia, n. 69) e a seguire, alle ore 19.00, l’inaugurazione
della Chiesa di San Filippo (Corso Cavour, 25) e la visita alla mostra (intermezzi musicali a cura del Coro Vox Poetica Ensemble
).

giovedì 27 luglio 2017
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